Il grande freddo dei titoli di stato

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Il grande freddo dei titoli di stato

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Il recente collocamento di Bot semestrali a un tasso di rendimento negativo, pari al -0,055% (si veda Il Sole 24 Ore del 28 ottobre) rappresenta sicuramente una buona notizia, sia per le casse dell’Erario, che per i contribuenti in generale, in quanto, la spesa relativa agli interessi passivi gravanti sul debito pubblico italiano rappresenta una buona fetta della spesa pubblica complessiva.

I risparmiatori che investono in questi strumenti finanziari, invece, oltre a subire una perdita “in conto capitale” devono anche sostenere gli oneri fiscali connessi a tale tipologia di investimento, che trovano applicazione anche in assenza di rendimento e quindi di un “reddito imponibile”.

Mai come adesso allo stato italiano conviene indebitarsi. Il calo dei rendimenti scesi praticamente sotto lo zero registrato nelle aste dei giorni scorsi di  ctz e di  bot semestrali fanno vivere al Tesoro una situazione del tutto nuova. E’ la prima volta infatti che può chiedere al mercato soldi in prestito senza dare  nulla in cambio e anzi guadagnandoci sopra. In pratica non solo non paga gli interessi, ma alla scadenza restituirà meno della somma ricevuta in prestito. Ad esempio ieri con l’asta dei bot a sei mesi ha ricevuto dal mercato un finanziamento da 6 miliardi di euro e facendo un po’ di calcoli,  alla scadenza, cioè ad aprile prossimo,  restituirà una somma inferiore guadagnandoci circa un milione e mezzo di euro.

Lo chiamano “l’effetto Draghi“. La politica monetaria espansiva della Bce e le intenzioni di ampliare il piano di quantitative easing, cioè l’acquisto di titoli di stato da parte di Francoforte, hanno prodotto questo paradosso.

Un vero regalo di cui hanno beneficiato prima di noi altri paesi come la Francia, la Germania e l’Olanda. Ma ora è il nostro turno. Anche l’asta di btp di oggi è andata molto bene perché i risultati non hanno deluso le aspettative e i tassi, anche se non sono  negativi, hanno confermato la tendenza in discesa battendo comunque un record minimo storico. 

Il Tesoro ha piazzato btp a 5 anni per un valore di 4 miliardi di euro  e il rendimento rispetto al mese scorso  e’ sceso dallo  0,7% allo 0,53% .Anche i btp a dieci anni, poco più di 2 miliardi di euro, hanno registrato un calo degli interessi e sono scesi dello 0,34 per cento rispetto all’asta precedente. Ora sono all’1,48%.

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