Mediolanum punta sui Pir

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Mediolanum punta sui Pir

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Raccogliere tre miliardi di euro con i PIR (Piani Individuali di Risparmio) già nel 2017. Ad alzare l’asticella rispetto a quanto previsto dal Governo per questi strumenti che veicolano il risparmio all’economia reale – e una parte alle piccole e medie imprese – ci ha pensato il fondatore di Banca Mediolanum a margine del Forum milanese dedicato a questi nuovi strumenti finanziari. «Ci siamo sempre lamentati dei politici che non fanno nulla, invece questa volta l’esecutivo ha preso la giusta decisione con i PIR», ha spiegato Ennio Doris, presidente dell’istituto. «Il Governo ha previsto che il mercato avrebbe dato 2 miliardi quest’anno e 18 miliardi nei prossimi cinque anni. Noi vogliamo fare più» e arrivare «ad almeno 3 miliardi».

Dall’inizio dell’anno Mediolanum ha già raccolto oltre 700 milioni con i Piani Individuali di Risparmio: «È una situazione potenzialmente vincente non solo per noi istituti di credito – ha aggiunto l’ad della banca Massimo Doris – ma anche per i risparmiatori che non devono pagare tasse e per il sistema Paese perché le piccole medie imprese ottengono liquidità a lungo termine».

Da quando sono stati inseriti nella legge di Bilancio, i PIR sono stati considerati lo strumento capace di muovere quei 4.117 miliardi di risparmi, di cui un terzo sui conti correnti, che fanno dell’Italia il Paese con il più alto tasso di ricchezza privata. Il motivo è abbastanza semplice: i Piani Individuali di Risparmio soddisfano contemporaneamente le esigenze di più soggetti. I risparmiatori che vogliono semplicità e zero imposte, le piccole e medie imprese che hanno bisogno di investimenti di almeno 5/10 anni per crescere e che in questo modo sono spinte a essere presenti sul mercato azionario e l’economia nazionale dove per troppo tempo il risparmio non è stato adeguatamente valorizzato. «Abbiamo sempre considerato, giustamente, le piccole medie imprese come l’ossatura del nostro Paese», ha commentato Massimo Doris. «Con i PIR ogni risparmiatore può dimostrare la propria fiducia nell’imprenditoria italiana investendo direttamente sull’Italia».

VANTAGGI PER IL RISPARMIATORE

Il primo grande vantaggio è l’esenzione dell’imposta sul capital gain. I risparmiatori, mantenendo l’investimento per almeno cinque anni, vedranno infatti azzerata la tassazione sull’eventuale plusvalenza, imposta pari a 26% che pesa moltissimo sulle performance realizzate. Per poter beneficiare di tale esenzione, il cliente potrà investire al massimo 30 mila euro annui e complessivi 150 mila euro per tutta la durata dell’investimento. Altro vantaggio: qualora si abbia necessità di uscire prima dei cinque anni, il risparmiatore non andrà incontro a nessuna penalizzazione, verranno semplicemente versate le consuete imposte. Ogni codice fiscale può sottoscrivere un solo PIR. Un altro grande vantaggio offerto da PIR è l’esenzione dell’imposta di successione.

VANTAGGI PER L’ECONOMIA REALE

I PIR sono un’opportunità unica di rilancio dell’economia reale, perchè i risparmi delle famiglie finiscono a favore delle PMI (piccole e medie imprese), le eccellenze del sistema produttivo tricolore. I PIR possono contribuire a rilanciare la ripresa economica grazie a un maggiore liquidità presente nel sistema. In ultima analisi i finanziamenti possono essere reinvestiti nuovamente in azienda, facilitando una maggiore occupazione.

 

Giordano Cozzi
Family Banker. Investo molte ore della mia giornata, alla ricerca di informazioni finanziarie e bancarie, con l’obiettivo di dare un vero valore aggiunto a tutti i clienti.

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