Quanto è facile cambiare banca

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Quanto è facile cambiare banca

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Ragioni di comodità e abitudine frenano la ricerca di alternative. Eppure la fedeltà non paga.

Adesso cambio banca“. Tutti lo dicono, ma sono ancora pochi gli italiani a metterlo in pratica. Il tasso di mobilità dei correntisti, che rappresenta l’incidenza dei conti correnti accesi ed estinti sul totale, viaggia ancora intorno al 10-12%. Un dato negli ultimi anni in costante (ma ancora lieve) crescita, che potrebbe però salire in misura significativa con lo sviluppo del digital banking, ovvero la possibilità di effettuare tutte (o quasi) le operazioni bancarie via pc, tablet o smartphone. I correntisti che operano online sono infatti il segmento di clientela bancaria più attivo e fluido nella scelta della banca: oltre la metà, esattamente il 52,5% dei correntisti online, ha aperto un nuovo conto corrente negli ultimi due anni.

Ma è bene ricordare che anche recandosi in filiale è possibile trasferire con estrema facilità il c/c da una banca all’altra in solo due settimane, senza lungaggini burocratiche o balzelli. Occorre solo chiedere alla nuova banca o al consulente di curare gratuitamente il trasloco e mettere in conto al massimo un pò di pressione da parte della vecchia banca che cercherà fino all’ultimo di impedire il trasferimento dei rapporti presso un altro intermediario. Ed è sopratutto nel legame esistente tra il rapporto di conto corrente e altri servizi bancari che vanno ricercati gli “alibi” addotti dalle banche per allungare i tempi e trattenere i clienti.

Dal 25 Giugno 2015 con l’entrata in vigore della Dl n.3/2015 il trasloco del conto deve essere concluso entro 12 giorni lavorativi, senza oneri e senza adempimenti burocratici a carico del cliente.

L'infedeltà ripaga

Del resto rimanere ancorato allo stesso istituto di credito per tanti anni non comporta vantaggi. La fedeltà in banca non viene premiata e porta a far spendere di più. E’ ormai assodato che i clienti di lunga data hanno condizioni contrattuali più sfavorevoli rispetto ai nuovi. Le annuali indagini di Banca d’Italia sui costi dei conti correnti, sottolineano che uno dei principali fattori di variabilità dei costi è l’anzianità di apertura conto. Per i conti aperti da uno e due anni la spesa, al netto degli oneri per chi va in rosso, è pari rispettivamente a 52,7 e 58,8 euro, rispetto a una media di 82,2 euro annui. Il costo cresce con l’aumentare dell’anzianità del conto, fino a raggiungere 98,7 euro per i conti con almeno 10 anni di vita: ovvero rispetto quasi il doppio rispetto ai nuovi.

Va bene cambiare, quindi, ma dove andare? 

La chiamano “new normal“. E’ l’era dei tassi a zero, con cui tutti devono fare i conti, Banche comprese, chiamate a risollevare dei margini sempre più compressi. Un contesto storico senza precedenti, che potrebbe portare gli istituti di credito ad aumentare i costi sulle operazioni bancarie. E con i tassi attivi sulle giacenze completamente azzerati, il conto corrente è diventato ormai un vero e proprio costo, che rischia di aumentare ancora: per un bonifico allo sportello le spese possono arrivare fino a 7 euro. Per non parlare degli istituti che ancora chiedono una commissione (fino a 2 euro) quando si preleva con il bancomat presso un Atm di un’altra banca. Insomma è arrivato il momento di fare il check-up del proprio conto, verificarne tutte le “inefficienze” dei costi, se ce ne sono, e preparare i bagagli per traslocare verso un nuovo mondo, l’online, che offe diversi conti a zero spese.

Ma come fare a scegliere il conto su misura? 

Per scegliere il giusto conto, quello che fa proprio al caso tuo, ci sono due alleati validissimi che però non tutti conoscono, si chiamano Profili di Operatività di Banca d’Italia e ISC.

I Profili di operatività di Banca d’Italia sono il risultato di un’indagine statistica effettuata nel 2009 volta a individuare su particolari campioni di clientela gli usi più consueti dei prodotti di conto corrente. Ogni profilo è distinto in base a numero e tipologia di servizi svolti annualmente, giacenza media di conto e presenza di prodotti o servizi aggiuntivi, ad esempio carta di credito o bancomat.

Per i conti correnti a pacchetto, ovvero i conti con un canone che comprende anche altri servizi, i profili individuati sono sei:

Una volta che hai individuato il tuo profilo entra in scena il secondo protagonista, l’ISC, ovvero l’Indicatore Sintetico di Costo, che quantifica in modo semplice i costi effettivi del conto corrente.
Puoi trovare l’ISC nel Foglio Informativo, in questo caso ti serve come strumento di confronto dei costi delle diverse offerte delle Banche. Puoi trovarlo anche nel Documento di Sintesi periodico di fine anno, in questo caso puoi paragonare il totale delle spese sostenute nell’anno, messe in luce dall’estratto conto al 31 dicembre, con i costi orientativi per i profili di operatività riportati nel riquadro “Quanto costa il conto correntedel documento di sintesi allegato all’estratto conto.


In un anno il costo medio dei depositi per famiglie è salito del 13%. Su il canone delle carte di credito e i bonifici. Dietro l’aumento l’impatto dei salvataggi e della concorrenza sui mutui: Clicca qui per approfondire 


 

 

 


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