Scegliere la banca e il consulente

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Scegliere la banca e il consulente

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La fiducia si guadagna goccia a goccia, ma si perde a litri.

Jean Paul Sartre 

Una volta era sopratutto la banca che dava fiducia al cliente per concedergli di andare in rosso sul conto corrente. Adesso, invece, è più che altro il cliente che dà fiducia alla banca, informandosi sullo stato di salute dell’istituto dove si deposita i propri risparmi. In ogni caso, si tratta sempre di rapporto di reciproca fiducia che intermediario e risparmiatore devono instaurare e mantenere nel tempo. La percezione che una banca possa fallire, dopo la risoluzione di Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, Banca Etruria, ha solo ribaltato le posizioni all’interno della relazione tra banca e cliente. I continui scandali finanziari che hanno travolto molti risparmiatori negli ultimi decenni, hanno accentuato, l’avversione al sistema bancario. Ma il problema non si risolve mettendo i soldi sotto al materasso. E il rischio di furti non è l’unico deterrente a sconsigliare di tenere i risparmi di una vita nelle mura domestiche. Gestire in autonomia le proprie finanze richiede un continuo investimento di tempo per accrescere la propria cultura finanziaria. Con i tassi ridotti ai minimi e mercati in continua altalena, ci sarebbe un gran bisogno di avere una guida a fianco per non fare scelte di (dis)investimento dettate dall’emotività, che spesso portano ad amplificare le perdite.

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Patti chiari, amicizia lunga

Per gettare le basi il primo presupposto è la chiarezza da entrambe le parti: solo un rapporto schietto e trasparente può essere di base alla fiducia reciproca e durare a lungo nel tempo.

Alla larga da chi guarda prima il patrimonio e poi la persona

Al termine del faccia a faccia è necessario dunque fare un riepilogo della chiacchierata per capire se il vostro interlocutore è affidabile o meno. Innanzitutto, mi ha fatto tutte le domande? Ha prestato attenzione alle mie esigenze? State lontani da chi è interessato in primis all’entità del vostro patrimonio, non prende a cuore gli obiettivi che intende perseguire con il vostro denaro e vi considera come un numero.

Va apprezzata l'attenzione alle reali esigenze del cliente

Il bravo consulente è colui che nel primo o nel secondo appuntamento non si preoccupa tanto del nostro patrimonio ma cerca quindi di capire che investitore ha di fronte. E’ dunque un professionista serio che individua le reali esigenze del cliente. Di conseguenza definisce una strategia di investimento in base al suo profilo di rischio e costruisce un portafoglio di investimenti finalizzato a realizzare obiettivi condivisi di comune accordo.

Quando la fretta è cattiva consigliera 

Attenti a chi non vi propone una alternativa d’investimento. Se il vostro consulente cerca di spingervi all’acquisto di un determinato prodotto, potrebbe pressarvi dicendo: “bisogna decidere in breve tempo, si rischia di non riuscire ad acquistarlo”. Se vi mette fretta fatevi venire il dubbio. 

L'informazione è necessaria per fare buoni investimenti

Chi investe deve acquistare una conoscenza quanto più possibile estesa del consulente e dei prodotti. Diffidate quindi dall’intermediario che, anche dopo esplicita richiesta, cerca di non rivelare i dettagli della sua preparazione professionale. 

Togliersi ogni dubbio, anche a costo di passare per ignoranti

E’ essenziale che il consulente sappia spiegarsi con chiarezza le sue proposte. Se non capite le spiegazioni dovete fare domande. Non abbiate paura di fare la figura degli ignoranti. I soldi sono vostri! Diffidate da chi non sa spiegare (o non vuole) spiegare come funzione l’investimento e, sopratutto i costi sottostanti.

Diffidate di proposte improbabili

Parlare chiaro vuol dire anche non illudere chi si ha di fronte: l’avidità fa brutti scherzi. Nessuno da nulla per nulla: diffidare da proposte di investimento che assicurano un rendimento molto alto e non in linea con quelli di mercato.  Alla promessa di alti rendimenti corrispondono di regola alti moto elevati.

Attenti agli oneri di consulenza e gestione

La consulenza finanziaria ha profili commissionali correlati al rischio degli investimenti e al patrimonio: oneri elevati non si giustificano per un profilo di rischio prudente. Inoltre, tra oneri di consulenza e commissioni di gestione, fate attenzione alle duplicazioni delle voci di costo. La direttiva europea Mifid ha come obiettivo quello di spacchettare e ridurre i costi, non di moltiplicarli.

Cautela se propone frequenti rotazioni di portafoglio 

Alla larga da chi propone frequenti compravendite di titoli: movimentare eccessivamente il portafoglio equivale a far esplodere le commissioni di negoziazione che l’intermediario incassa. Il tutto a svantaggio del cliente. cioè voi.consulente-finanziario

Il bravo consulente coinvolge il suo cliente

Una volta che il rapporto tra investitore e consulente è avviato, sarebbe bene che il consulente, anche quando ha avuto ampia delega del cliente, cerchi di coinvolgerlo sulle decisioni di investimento. Nel rispetto della tipologia del cliente che si ha fronte, il consulente deve spiegargli cosa accade e verificare se i suggerimenti dati siano stati realmente compresi dall’assistito.

 

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