Semplicità

La bussola per il risparmiatore:

Concetti, contenuti e parole chiave

Azioni, Obbligazioni e Titoli di Stato. 

La divisione tra azioni e obbligazioni (gli americani direbbero fra equity e debt) è una delle ripartizioni fondamentali della finanza. La distinzione fra capitale di rischio e debito rimane però, ad oggi, fondamentale per capire che genere di investimento un risparmiatore sta facendo.

  • Quando si compra un’azione di una società si diventa soci (azionisti appunto) dell’azienda e quindi si partecipa al capitale di rischio e di conseguenza ci si sottopone a una maggiore incertezza, in cambio di rendimenti probabilmente più elevati.

Chi invece acquista un’obbligazione (in inglese bond) compra parte del debito di una società (o di uno Stato) e ne diventa soltanto creditore. In teoria dunque, a meno di un default (cioè di un fallimento) della società o dello Stato in questione, il creditore deve riavere a una scadenza prefissata il capitale sottoscritto più gli interessi previsti dal contratto. Nel Codice Civile italiano le obbligazioni sono descritte dagli articoli 2410 e seguenti.

A seconda dell’emittente si possono dividere i bond in tre grandi categorie:

  • Titoli di Stato: sono i titoli del debito di una nazione che viene finanziata in cambio di un interesse (per esempio i Bot e BTP italiani)
  • Corporate bond: in questo caso l’obbligazione è emessa da una società che si indebita sul mercato. Quasi sempre per accedere a questo mercato bisogna essere una banca o una grossa multinazionale capace di gestire e garantire questo genere di emissioni.
  • Supranational bond: sono i bond emessi da organizzazioni internazionali come la Banca europea degli investimenti o la Banca Mondiale.

Un’obbligazione dipende poi in maniera sostanziale dalla propria qualità che è giudicata da apposite agenzie di rating che ne controllano la rischiosità. Le principali agenzie di rating del mondo sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Con giudizi che variano dalla lusinghiera AAA alla D misurano il grado di rischio cui l’investitore si sottopone. orientarsi

Il Fondo Comune d’Investimento  

Un fondo comune di investimento è uno strumento finanziario paragonabile a un grande salvadanaio dove confluiscono le risorse di piccoli e grandi risparmiatori. La gestione del “salvadanaio” è affidata a una società di gestione degli investimenti che offre il vantaggio di un servizio di investimento professionale a tutti i risparmiatori che altrimenti, avendo a disposizione un piccolo capitale o essendo privi delle competenze necessarie, non potrebbero permetterselo.
La decisione su cosa comprare dipende dall’obiettivo d’investimento del fondo.

  • Fondi azionari, investono principalmente in azioni. Sono in genere più rischiosi, ma tendono a garantire rendimenti più elevati e garantiscono comunque oscillazioni inferiori a quelle dei titoli azionari semplici in quanto in genere bilanciano la loro comonente azionaria con investimenti non azionari quali obbligazioni ordinarie, titoli di Stato e con la liquidità detenuta. Un altro modo con cui si ottiene in genere un bilanciamento dei rischi è quello di differenziare per area geografica e quindi anche per valuta gli investimenti del fondo.
  • Fondi obbligazionari, si tratta di fondi che investono prevalentemente in obbligazioni ordinarie e in titoli di Stato: questo genere di fondi ha in genere il vantaggio di essere meno rischiosi, ma lo svantaggio di essere meno redditizi.
  • Fondi bilanciati, sono dei fondi che mirano a bilanciare le diverse forme di investimento in modo da ottenere prestazioni e profili di rischio initermedi fra quelli dei fondi azionari e obbligazionari.

Diversificazione 

Mercati diversi registrano andamenti diversi in momenti diversi, pertanto uno dei modi migliori per conseguire rendimenti stabili è quello di ripartire il proprio capitale su diverse tipologie di investimento. Tale ripartizione prende il nome di diversificazione.

La diversificazione offre maggiori potenzialità di crescita perché il portafoglio non dipende dall’andamento di singole società, fondi o settori. Pertanto, se uno degli investimenti attraversa un periodo difficile, gli altri possono compensare con performance migliori. Ciò consente di ridurre il rischio.

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Il Conto Deposito

E’ un deposito a risparmio libero con il quale la Società emittente, dopo aver acquistato la proprietà delle somme depositate, le custodisce e si impegna a:

  • Corrispondere gli interessi pattuiti e maturati
  • Restituire a richiesta del cliente le somme depositate (deposito libero).

In sostanza può essere equiparato ad una forma di investimento a basso rischio, con la comodità di gestire tutto online, la libertà di avere soldi sempre disponibili, ricordando tuttavia, che si tratta di un prodotto finanziario con servizi limitati, differente da un conto corrente bancario.

Bail In e Bail out

Il salvataggio di un Paese o del suo sistema bancario dall’interno. L’espressione si contrappone al bail-out, cioè il salvataggio dall’esterno. Nella crisi ormai pluriennale che attanaglia l’area euro i primi interventi sono stati all’insegna del bailout, con la Ue corsa al capezzale della Grecia. Con l’aggravarsi della crisi di Atene però alcuni Paesi hanno iniziato a ventilare l’idea di coinvolgere i privati nei salvataggi per non far ricadere l’intero costo sulle spalle dei contribuenti dei Paesi creditori. Così nel caso della Grecia è stato operato un pesante taglio al valore dei titoli di Stato. Con la tassa sui depositi a Cipro è stato però compiuto un salto di qualità nella strategia del bail-in.

Debito pubblico

E’ il debito contratto da uno stato per finanziare la propria crescita economica, i servizi che offre ai suoi cittadini e i suoi investimenti.

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Clicca per visualizzare il debito pubblico italiano in tempo reale.

 

 

 

 

Cacs ( clausole di azione collettiva sui titoli di Stato )

Sono state introdotte (così come in ogni altro paese europeo aderente all’ESM, il Meccanismo Europeo di Stabilità) con il decreto 96717 del 7 dicembre 2012 e danno alla possibilità ad uno Stato che versa in condizione di crisi del debito sovrano di ricontrattare con i propri creditori ogni condizione del proprio debito. In altre parole una nazione che versi in situazioni finanziarie tali da rendere obbligatorio il ricorso al Fondo Salva Stati, può rinegoziare la propria esposizione debitoria, proponendo agli investitori la sostituzione con titoli di diversa tipologia (ad esempio con una scadenza più lontana).

Inflazione

Nelle economie i prezzi di beni e servizi possono subire variazioni in qualsiasi momento: alcuni aumentano, altri diminuiscono. Si parla di inflazione quando si registra un rincaro di ampia portata, che non si limita a singole voci di spesa. In seguito a tale fenomeno un’unità di moneta (1 euro) consente di acquistare una minore quantità di beni e servizi; in altre parole, il valore reale dell’unità di moneta risulta inferiore rispetto al passato.

Lo Spread 

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Spread è una parola della lingua inglese che in italiano e nell’ambito della finanza si può tradurre con il termine differenziale. Lo spread nasce dal confronto tra due titoli della stessa natura che di norma sono delle obbligazioni di cui una presa a riferimento.Uno degli spread più noti è quello tra il Bund decennale tedesco e lo stesso titolo di Stato emesso dall’Italia. La differenza tra il rendimento del Btp decennale italiano e quello tedesco sta a indicare proprio lo spread che per gli investitori rappresenta un parametro chiave nelle scelte di investimento in titoli del debito sovrano.

Il Quantative Easing 

Con il Qe, la Banca Centrale acquista grandi quantitativi (50 miliardi di dollari al mese la Fed americana, 60 miliardi di euro al mese la Banca Centrale Europea) di titoli accumulati in “pancia” dalle banche, o dalle grandi aziende che non sono riuscite a piazzare sul mercato le proprie obbligazioni, quindi questi soggetti tornano a respirare e il problema è finalmente risolto.

VolatilitàSENTIMENT-INVESTITOREok

Scherzosamente possiamo dire che la volatilità è l’indice del mal di pancia provocato negli investitori, che vedono il loro patrimonio aumentare o diminuire più o meno bruscamente, in base alle oscillazioni dei prezzi.

Più un titolo è volatile, più le sue quotazioni oscilleranno (in maniera più o meno brusca).

 

Interessi semplici e composti 

Un semplice esempio di interesse semplice e composto è sufficiente per capire il meccanismo. Quando in un’intervista venne chiesto ad Albert Einstein quale fosse l’invenzione più grande dell’uomo, lui risposte: “l’interesse composto”.

 

Il Core Tier 1 

Indicatore della solidità patrimoniale delle banche espresso in percentuale (anche noto come Patrimonio di classe 1). Si calcola rapportando il patrimonio di base dell’istituto di credito al totale delle attività ponderate per il rischio. Il patrimonio di base si considera al netto dell’avviamento, nonché delle azioni proprie possedute, delle immobilizzazioni immateriali e delle perdite registrate negli esercizi precedenti. Negli “stress test” effettuati dall’EBA (European Banking Authority) nel luglio del 2011 il C.T.1 non doveva essere inferiore al 5%; in seguito però l’Unione europea ha chiesto test più severi, con soglie minime fissate tra il 7 e il 9% (pena la ricapitalizzazione del patrimonio di base).

Texas Ratio 

Un indicatore molto importante è il “Texas Ratio“, in grado di anticipare con precisione i problemi delle banche e anche prevedere un loro possibile fallimento. Questo indice calcola il rapporto tra: “crediti lordi deteriorati e somma del patrimonio tangibile più gli accantonamenti”


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