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I fondi comuni di investimento

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I Fondi di investimento rappresentano il modo più semplice e sicuro di investire per chi ha a disposizione cifre anche minime: bastano poche centinaia di euro per poter acquistare una quota di un fondo con la possibilità di partecipare degli utili (o delle perdite) dello stesso.

I fondi investono su decine o, addirittura, centinaia di titoli, pertanto anche se una delle società scelte dovesse crollare in Borsa o persino fallire, il risparmiatore ne risentirebbe in modo limitato.

 

Cosa sono i fondi di investimento?

Tutto nasce dai cosiddetti OICR – organismi di investimento collettivo del Risparmio – cioè strumenti finanziari, quali fondi comuni o SICAV (società d’investimento a capitale variabile), che permettono di investire nei mercati di capitali frazionando il rischio.
I fondi comuni sono quindi dei prodotti finanziari, o patrimoni, detenuti da più partecipanti. Ogni risparmiatore può infatti acquistare una quota del patrimonio collettivo, diversificando, tra l’altro, i propri capitali tra i vari mercati, settori economici ed aree geografiche.

Tre sono le caratteristiche fondamentali dei fondi di investimento:

  1. i partecipanti del fondo, chiamati anche fondisti, sono coloro che acquistano le quote del fondo partecipando ai profitti e alle perdite in funzione della percentuale detenuta.
  2. La gestione del patrimonio è a carico delle SGR, Società di Gestione del Risparmio che hanno la funzione di avviare il fondo stesso, stabilirne il regolamento e gestirne il portafoglio.
  3. I titoli del fondo vengono custoditi da una banca depositaria che ha anche lo scopo di controllare la legittimità e la correttezza delle attività svolte.

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Fondi aperti e fondi chiusi

I fondi comuni possono essere aperti o chiusi:

  • I fondi aperti sono a capitale variabile. Ogni risparmiatore può cioè decidere quand’è il momento giusto per investire o per vendere e il valore del singolo patrimonio viene calcolato giornalmente in base ai prezzi di mercato dell’intero portafoglio ed al numero di quote esistenti in quel preciso giorno.
  • I fondi chiusi sono invece a capitale fisso: i partecipanti possono sottoscrivere la propria quota al momento di istituzione del fondo e riscattarla solo alla sua data di scadenza.

Tipologie di fondi comuni

Esistono varie tipologie di fondi comuni, le più note ed utilizzate sono senza dubbio:

  • I fondi azionari che investono almeno il 70% del portafoglio in azioni o in obbligazioni convertibili. Sono in genere più rischiosi, ma tendono a garantire rendimenti più elevati e garantiscono comunque oscillazioni inferiori a quelle dei titoli azionari semplici in quanto in genere bilanciano la loro componente azionaria con investimenti non azionari quali obbligazioni ordinarie, titoli di Stato e con la liquidità detenuta. Un altro modo con cui si ottiene in genere un bilanciamento dei rischi è quello di differenziare per area geografica e quindi anche per valuta gli investimenti del fondo.
  • I Fondi obbligazionari che investono prevalentemente in obbligazioni ordinarie e titoli di Stato. Sono meno rischiosi ma anche meno redditizi dei primi.
  • I fondi bilanciati che investono in azioni per importi che vanno dal 10% al 90% del portafoglio e hanno lo scopo di bilanciare le diverse forme di investimento in modo da ottenere prestazioni e profili di rischio intermedi fra quelli dei fondi azionari e obbligazionari.

Organi di vigilanza

A vigilare sui fondi ci pensano Consob e Banca d’Italia. La prima controlla l’operato delle SGR e dei soggetti incaricati del collocamento.
La Banca d’Italia invece, autorizza, sentita la Consob, l’attività delle SGR, approva il Regolamento di Gestione dei fondi comuni e vigila sull’operato delle Banche depositarie.

Cosa succede ai sottoscrittori di fondi comuni se la banca presso cui sono depositati fallisce?

– Il patrimonio del fondo è separato da quello della società di gestione che lo gestisce, ma anche da quello dell’intermediario che lo distribuisce, (in questo caso la banca). La normativa prevede che le somme dei risparmiatori siano custodite nella banca depositaria, una banca indipendente dalla società di gestione e dal distributore. La banca depositaria non soltanto adempie a una mera funzione di custodia ma riveste un ruolo di massima importanza nella contabilizzazione e nella correttezza delle operazioni di emissione e rimborso quote. E in caso di fallimento della Sgr, del distributore o della banca depositaria, le quote del fondo restano in capo a ciascun cliente e, poichè sono nominative, potrebbero essere trasferite presso un altro intermediario su richiesta dello stesso investitore. Il rischio tuttavia sarebbe quello di non averne la disponibilità, per un certo periodo di tempo necessario al liquidatore per effettuare le verifiche.

In Italia c’è stata anche l’esperienza di una Sgr (Independent Global Managers) trascinata nel baratro dalla vicenda Madoff. E mentre la Igm Sgr era in amministrazione straordinaria, per non penalizzare oltremisura i risparmiatori, un’altra Sgr (Consultinvest) nel corso del 2010 ha acquisito la piena titolarità dei fondi targati Igm.

La diversificazione con i fondi comuni

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Giordano Cozzi
Family Banker. Investo molte ore della mia giornata, alla ricerca di informazioni finanziarie e bancarie, con l’obiettivo di dare un vero valore aggiunto a tutti i clienti.

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Cina: come arginare la crisi ?

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Bisogna investire con criterio. Utilizzare gli strumenti adatti che garantiscano una corretta diversificazione, come per esempio i fondi comuni. Niente scommesse”. Lo ha dichiarato il presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris, in un’intervista al Sole 24 Ore a proposito della sindrome cinese che ha contagiato i mercati mondiali.

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